Il Farmacista Counselor®

Al fine di realizzare e rendere operative la L. 69/2009 e la Farmacia dei Servizi è necessario ampliare e adeguare le conoscenze del farmacista verso un nuovo modello professionale, integrando la formazione accademica con nuovi insegnamenti adeguati al nuovo ruolo di cui egli è chiamato ad espletare , attraverso l’introduzione del counseling in farmacia e il farmacista che assume la funzione di Counselor. Significa da una parte adeguare la formazione accademica rivolta principalmente alla conoscenza e preparazione del farmaco verso una conoscenza implementata di contenuto salutistico, di benessere e di comunicazione. In altri termini il farmacista dovrà trasformarsi da cugino del medico e fratello del chimico, a fratello del medico e cugino del chimico. In aderenza a quanto detto, lo scenario in cui il farmacista sarà coinvolto porteranno a sviluppare tre aree di nuove competenze: I. Gestione, coordinamento e compartecipazione con altri operatori alla realizzazione dell’assistenza domiciliare integrata; gestione delle patologie croniche e servizi di cui alla L. 69/2009; II. Gestione, coordinamento e monitoraggio delle nuove professioni non organizzate in ordini e collegi professionali, dì cui alla Legge 14 gennaio 2013, n.4; III. Gestione delle nuove richieste di wellness e fitness e del benessere dell’ambiente ed ecologia, per una popolazione sempre più esigente e informata.

Il profilo del farmacista counselor®

Il Counseling è una nuova risorsa nel sistema socio-sanitario italiano. Il Counseling Sanitario inizia a diffondersi in Italia all’inizio degli anni ’90 con l’avvio della campagna informativa sull’AIDS e, la sua pratica, in ambito socio-sanitario si afferma con la legge 135/1990 che ha sancito l’importanza dei colloqui di Counseling prima e dopo il test per l’HIV. Il British Association for Counseling and Psycotherapy (BACP) definisce il Counseling “un uso della relazione basato su abilità e principi che sviluppano l’accettazione, l’autoconsapevolezza e la crescita della persona; può essere mirato alla definizione di problemi specifici, alla presa di decisioni, ad affrontare i momenti di crisi, a confrontarsi con i propri sentimenti e i propri conflitti interiori o a migliorare le relazioni con gli altri, rispettando i valori, le risorse personali e la capacità di autodeterminazione dell’individuo”. Il Counseling in ambito sanitario si pone l’obiettivo di attivare processi motivazionali funzionali al mantenimento/accrescimento del benessere:
a) di rendere possibili scelte in situazioni che riguardano il proprio stato di salute o quello dei propri familiari;
b) affrontare in modo attivo problemi di salute o difficoltà riguardanti la modifica del comportamento a rischio per la salute;
c) affrontare situazioni di salute complesse che possono offuscare le risorse necessarie per affrontare e per reagire alle difficoltà. L’attività di counseling è svolta da un counselor, un professionista in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali e private. Il ruolo del Farmacista, è fondamentale per il paziente, che spesso a lui si rivolge per condividere i disagi relativi alla propria persona o ai suoi familiari, ricercando soluzioni di ben-essere o di orientamento verso scelte appropriate di cura, nutrizione, o di comportamenti mentali ed emozionali che favoriscano la promozione della salute. È oggi riconosciuta una interdipendenza fra corpo e psiche, il raggiungimento di un benessere globale è spesso garantito dalla capacità di essere in armonia fra corpo mente e coscienza. “Aiutare l’altro ad aiutarsi” è il compito del counselor e chi più del Farmacista meriterebbe di essere esperto in questa “Arte” preziosa.

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Perché il farmacista deve diventare un counselor:
a) l’apertura al counseling è necessaria per poter gestire determinate nuove attività che vengono assegnate al farmacista in ambito della FdS che diversamente potrebbero inficiare la buona riuscita del progetto;
b) la FdS richiede un’immagine più vicina e integrata al SSN e un farmacista più formato/informato verso la cura del paziente in equipe con altri operatori sanitari;
c) il counseling e il farmacista consulente è un passaggio obbligato per dare al farmacista gli strumenti normativi e le competenze per gestire la FdS;
d) il farmacista già consigliere nel rapporto paziente/farmacista, nella FdS, nel lavoro di equipe, non può limitarsi al consiglio, ma svolge la sua consulenza come tutti gli altri operatori;
e) già l’orientamento della convenzione in fase di stipula prevede il passaggio da una forma di remunerazione percentuale ad un forma di remunerazione di consulenza ad onorario professionale;
f) l’eventuale remunerazione della consulenza non va ad incidere sui costi del SSN ma può rappresentare una forma innovativa, laddove si volesse applicare, di sgravio e compartecipazione ai costi del cittadino diversa dai ticket.
g) Il farmacista counselor diventa un consulente e pertanto può essere riconosciuto un onorario per la prestazione, trasformando il suo atto professionale di mera dispensazione del farmaco sostituibile, in atto professionale unico e insostituibile.

Il ruolo del Farmacista Counselor®

  • Il counseling strumento di comunicazione per promuovere la compliance (adesione del paziente, dopo accurata consulenza del farmacista ad una terapia)
  • Il conseling in farmacia, anello di collegamento tra il paziente e il SSN, la consulenza del farmacista orientata al controllo e alla comunicazione col paziente per favorire l’accesso agli operatori sanitari e alle terapie
  • Screening e diagnostica strumentale di secondo livello per la prevenzione e controllo terapeutico
  • Consulenze sull’uso corretto del farmaco conoscenza, farmacologica e tossicologica e il rischio clinico
  • Consulenze sull’uso di sostanze diverse dai farmaci e medicinali omeopatici e similari
  • Valutazione di sinergismi di azioni ed effetti avversi tra farmaci, integratori e alimenti
  • Consulenze nutrizionali sulle reattività individuali agli alimenti e alle sostanze chimiche
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